Anni ’80: chi vi sta scrivendo questo articolo ancora bambino andò in compagnia della sua famiglia a vedere allo Sferisterio di Macerata una Carmen un po’ sui generis, ambientata in epoca moderna a New York con il protagonista divenuto un pugile. A fine rappresentazione il regista fu accolto da una sonora contestazione con fischi e quant’altro di non particolarmente generoso…
2022: Il Barbiere di Siviglia con SUV Green e monopattini sul palco, social, trasmissioni live digitali stile reality, palloncini, luci stroboscopiche e tante altre “trasgressioni” conquista un pubblico che ha omaggiato cast e regista alla fine delle oltre tre ore di spettacolo senza alcuna esitazione, se non per la temperatura piuttosto rigida pensando al periodo dell’anno…
Segno dei tempi che cambiano e di un pubblico che ora accetta le trasformazioni, le contaminazioni culturali, tecnologiche ed estetiche anche nell’opera lirica.

Dopo che la redazione di FoxMag è stata allo Sferisterio per Steve Vai e per il Concerto classico con l’omaggio a Star Wars, è stato davvero bello finalmente vedere l’Arena sold out in qualsiasi ordine di posto. Davvero non poteva esserci scenario migliore per il ritorno del Barbiere di Siviglia dopo ben 27 anni.
Che avremmo assistito ad una rappresentazione diversa dal solito lo si capisce presto quando, a luci non ancora spente, si muovono sul palco un cameraman con una giornalista che poi ci fornisce informazioni sul Barbiere di Siviglia e sul primo dei due atti.
Improvvisamente, SPOILER ALERT, arrivano due energumeni vestiti in stile SWAT che la portano via mentre ancora è in collegamento diretto. Si tratta soltanto della prima sorpresa di altri elementi di rottura della quarta parete a cui indubbiamente non si è abituati in una rappresentazione di un’opera lirica e che sono stati incredibilmente riusciti.

Sostanzialmente tutta l’Opera, pur mantenendo ogni nota al suo posto, è stata stravolta tra schermi giganti, serenate digitali con scenario modificato tramite green screen, smartphone, balletti MOLTO moderni, ambientazioni ultra moderne e volutamente molto kitsch.
Non possiamo dunque che promuovere a pieni voti questo nuovo allestimento firmato da Daniele Menghini, con le scene di Davide Signorini, i costumi di Nika Campisi e le luci di Simone de Angelis, vincitore del concorso internazionale per regia, scene e costumi riservato ad artisti under35.
Così come meritano un plauso, coro, orchestra (sul podio uno dei giovani talenti più seguiti del momento, Alessandro Bonato) e le voci principali della rappresentazione pucciniana: Ruzil Gatin (Il conte d’Almaviva), Roberto De Candia (Bartolo), Serena Malfi (Rosina), Alessandro Luongo (Figaro), Andrea Concetti (Basilio).
Dopo la prima di venerdì 12 agosto, si replica il 14, il 19 e il 21, data che segnerà anche la fine della stagione del Macerata Opera Festival ma non dei Concerti in Arena con l’arrivo di Carmen Consoli e Francesco Gabbani.
Rimane infine la riflessione su quella Carmen degli anni ’80 così tremendamente fischiata nella stessa Arena. A volte arrivare troppo presto non è affatto un vantaggio…